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Con i nuovi Lea più vaccini e protesi, meno ricoveri

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Più tutele per la maternità, più vaccini, più screening. Protesi e ausili di ultimissima generazione, ma anche un grappolo di prestazioni sanitarie ad alto tasso di tecnologia. Più malattie rare e croniche riconosciute e curate senza costi per i malati. Ma anche la scrematura dei ricoveri con delisting a pagamento verso l’ambulatorio.

Ben 15 anni dopo l’ultimo aggiornamento (che risale al 2001) i Lea, i livelli essenziali di assistenza sanitaria che devono essere garantiti a tutti i cittadini, cambiano volto. Allargando e in gran parte migliorando e qualificando l’offerta di servizi pubblici gratuiti o dietro pagamento di un ticket.
Una scommessa anche finanziaria di tutto rispetto, quella dei nuovi Lea. Che possono contare su una dote, fissata dalla legge di Stabilità del 2016, di 800 milioni l’anno espressamente vincolata all’interno del Fondo sanitario nazionale. Ai quali però si aggiungono anche le risorse stanziate per il nuovo Piano nazionale dei vaccini, parte integrante dei Lea, ai quali la manovra 2017 ha destinato 100 mln per quest’anno e poi ancora 127 e 186 mln rispettivamente per il 2018 e per il 2019: fondi per oltre 400 milioni in tre anni.
L’attesissima riforma dei Lea è approdata ieri sulla Gazzetta Ufficiale: è il Dpcm del 12 gennaio, giorno della firma del presidente del Consiglio, pubblicato in un mega supplemento, il n. 75 del 18 marzo. Entrerà subito in vigore.
Ma ci saranno ancora alcune tappe da rispettare per una compiuta applicazione dei Lea, chissà quanto uniforme, totale e tempestiva in tutte le Regioni: il Governo assicura che la vigilanza sarà massima. Mentre la promessa scritta per legge è che non si dovrà più attendere altri 15 anni per rivedere l’elenco delle prestazioni sanitarie in tutto o in parte sotto l’ombrello del Ssn: l’aggiornamento d’ora in poi dovrà infatti avvenire ogni anno. Anche su questo aspetto – compatibilità finanziarie permettendo – non mancherà il pressing da parte di tutte le categorie interessate, a partire dagli assistiti.
Intanto con i nuovi Lea ai nastri di partenza si ampliano gratuitamente le garanzie per la maternità, dall’eterologa (Pma) agli screening. Vengono inserite 110 nuove malattie rare con esenzione dai ticket e viene rivisto l’elenco delle patologie croniche con l’ingresso di sei nuove patologie esenti, dalla broncopneumopatia ostruttiva alla sindrome da talidomide fino all’endometriosi acuta e grave. Ci sarà la tutela dell’autismo, della celiachia, della sindrome di Down.
C’è poi un’offerta decisamente più ampia di coperture vaccinali, dall’anti pneumococco all’antimeningococco alla varicella fino all’estensione del vaccino per il papillomavirus anche agli adoloscenti di sesso maschile. Si allarga poi significativamente lo spettro di screening alla nascita, dalla sordità alla cataratta congenita alle patologie metaboliche ed ereditarie. E si fa largo a protesi e ausili hi-tech per i disabili gravi, dai comunicatori oculari alle tastiere adattate per le persone con gravissime disabilità, fino alle carrozzine ma anche carrozzine più moderne o ai comandi a riconoscimento vocale. Sperando naturalmente che i fondi bastino per tutti coloro che ne hanno diritto. Senza dimenticare però anche le prestazioni sanitarie a sempre più elevato contenuto tecnologico, come l’adroterapia contro il cancro.
Una rivoluzione, un deciso salto di qualità per l’assistenza sanitaria pubblica. Con tutte le cautele del caso, non ultima la tempistica effettiva di applicazione. Se i nuovi “Livelli” entrano infatti in vigore ufficialmente oggi, 19 marzo, non tutte le prestazioni e le novità saranno immediatamente fruibili dai cittadini. Anzi.
Intanto, lo stesso Dpcm prevede che l’elenco che include 110 malattie rare in più sarà operativo sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta. E più in generale, spetterà a una serie di accordi Stato-Regioni definire criteri uniformi per individuare limiti e modalità di erogazione di una serie di prestazioni demandate alle regioni e alle province autonome.
Ancora: l’entrata in vigore delle novità per l’assistenza specialistica e protesica è subordinata all’operatività dei provvedimenti che fisseranno le tariffe massime per le relative prestazioni. Nel frattempo, un elenco transitorio normerà le nuove malattie croniche esenti, che richiedono prestazioni specialistiche incluse in quei nomenclatori, fino a quando non saranno pronte le liste aggiornate.
Senza dimenticare che sono ancora in corso i lavori della Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea, che entro il 28 febbraio avrebbe dovuto formulare una prima proposta di revisione da formalizzare entro il 15 marzo. Date al momento “bucate”: la Commissione, insediata ad ottobre scorso dalla ministra Lorenzin, è nell’impasse. Tra la coperta delle risorse destinate ai nuovi Lea (gli 800 milioni annui) giudicata troppo corta dalle Regioni e i diktat lanciati dalle commissioni parlamentari nei loro pareri sul provvedimento governativo.

Categorie:Agevolazioni Assistenza sanitaria

Famigliaweb

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